Alla scoperta dei progetti di riforestazione in Italia

Ultimamente la parola sostenibilità si sta facendo sempre più strada (per fortuna!) nei nostri discorsi quotidiani, soprattutto affiancata all’aggettivo “ambientale”. In realtà quando si parla di sostenibilità ci sono altre due sfere da tenere in considerazione e che di fatto vanno di pari passo con la prima, ovvero quelle economica e sociale.

Uno dei progetti sostenibili di Up2You che Ospitalità Natura ha deciso di sostenere è stato avviato nel 2019 proprio con l’obiettivo di portare avanti un’attività che tenesse in considerazione tutte le facce della sostenibilità: quella ambientaleeconomica e sociale. Oggi partiamo quindi alla volta della Sardegna per raccontare la storia del progetto: com’è nato, quale attività ci fosse prima, e come procede il suo sviluppo, tra una pecora al pascolo e un oliveto pronto a offrire i suoi frutti. 

Nel Sulcis le miniere hanno lasciato posto a un giardino agricolo biologico

Palco di questo nostro racconto è il Sulcis, un territorio nel Sud Ovest della Sardegna, che tra la fine degli anni ‘30 e gli inizi degli anni ‘50 ha tratto beneficio dall’attività di estrazione mineraria: in tanti lasciavano i propri paesi d’origine per raggiungere questa località sarda, alla ricerca di un impiego, di nuove possibilità e di un futuro. 

A un certo punto però le miniere del Sulcis hanno iniziato a esaurirsi e le estrazioni a diventare troppo costose per essere tenute attive. E così, in seguito allo smantellamento delle miniere di ferro e carbone, l’area è stata abbandonata fino a ritrovarsi in uno stato di incuria. Da allora il tasso di disoccupazione è aumentato: le rare opportunità lavorative sono sempre state legate al turismo stagionale e all’agricoltura, ma a quest’ultima le giovani generazioni non sono mai state particolarmente interessate. Eppure, data la verginità di questi terreni, soltanto di recente è stato compreso il potenziale dell’area.

Com’è nato il progetto di tutela ambientale in Sardegna?

Proprio da qui, nel 2019, è nata l’idea di avviare un progetto di recupero di terreni, dando vita a un giardino agricolo da cui poter ricavare prodotti biologici locali coltivati senza l’uso di trattamenti chimici, ma facendo affidamento su sistemi tecnologici all’avanguardia.

Da quando il progetto è stato avviato, sono già state piantate due varietà di ulivi, la bosana e la semidana, i cui frutti verranno impiegati per la produzione di olio locale. A contribuire alla buona coltivazione di queste piante saranno allevatori di ovini dei dintorni che forniranno il letame necessario alla concimazione del terreno.

Ma c’è di più! Il progetto, oltre all’aspetto prettamente ambientale, presenta anche un risvolto sociale positivo: le attività preparatorie e di installazione dell’impianto olivicolo hanno coinvolto solo personale e mezzi della zona, e lo stesso avverrà per le attività di manutenzione, potatura e di raccolta: il progetto diventa quindi una preziosa occasione non soltanto per riportare alla vita terreni abbandonati, ma anche per creare nuovi posti di lavoro e rivalutare l’area.

Un uliveto biologico nel cuore del Sulcis: a che punto è il progetto?

La fine dei lavori di piantumazione è prevista entro la primavera del 2022, ci racconta Roberto, il responsabile del progetto sardo. Dalle sue parole si può subito cogliere la passione e la dedizione verso questa attività e l’amore per una terra tanto selvaggia e inesplorata quanto affascinante. A oggi i lavori si limitano alle sole attività di manutenzione e irrigazione: le temperature estive si fanno sentire e non danno tregua a chi sotto il sole si dedica con pazienza alla cure della terra e delle piante. Entro ottobre verranno piantati circa 700 nuovi ulivi, che, un giorno, insieme ai giovani esemplari già piantati, verranno destinati alla produzione di olio biologico locale: a partire dall’autunno, con la ripresa dei lavori, specialisti e collaboratori del luogo torneranno a dare una mano a Roberto per proseguire con i lavori di preparazione del terreno, innesto delle piante e irrigazione. 

Chi è Up2You

Nella scelta dei progetti di compensazione di CO₂ da sostenere, Up2You cerca sempre di tenere in considerazione anche l’aspetto sociale, oltre a quello prettamente ambientale: tramite Up2You è possibile sostenere anche progetti dai risvolti educativi, che coinvolgono, per esempio, ragazzi e studenti del luogo.

Up2You è una startup innovativa a vocazione sociale, il cui obiettivo è quello di aiutare persone e aziende a ridurre il proprio impatto ambientale e ad azzerare le emissioni di CO₂, offrendo servizi trasversali per ogni tipologia di azienda che voglia impegnarsi nella salvaguardia dell’ambiente; inoltre, tramite una piattaforma digitale, Up2You coinvolge anche le persone interessate alla sostenibilità, attraverso un meccanismo di engage and reward.

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